Dopo tanta gavetta e qualche soddisfazione, gli Aleph arrivano ad incidere il loro primo full lenght, dal titolo "In Tenebra". Risponde alle nostre domande Dave Battaglia, voce e chitarra della band.
Salve e
grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande!
Grazie a voi. Io sono Dave Battaglia, voce e chitarra.
Iniziamo con una veloce biografia della band.
Io e Manuel Togni, il batterista attuale, ci siamo messi a suonare nell’estate
del ’98, ma il gruppo ha iniziato a esistere e comporre all’inizio del ’99.
Dopo un anno abbiamo pubblicato il nostro esordio, “Falx Lunae” (gennaio 2000),
e di lì a qualche mese ci ha raggiunti quello che sarebbe diventato il nostro
tastierista attuale, Giulio Gasperini: con lui abbiamo pubblicato il secondo
lavoro, “Promo 2002”, nel marzo 2002. Nel frattempo, i nostri pezzi sono
comparsi su varie compilation e raccolte dedicate a gruppi underground (a
chiunque interessasse, può trovarne l’elenco completo sul nostro sito ufficiale,
www.alephmetal.org). Lorenzo, il
chitarrista che mi affianca ora, è entrato in formazione alla fine del 2003, e
tra primavera e novembre 2005 ha partecipato alle registrazioni e alla
pubblicazione di “In Tenebra”, il terzo album che ci ha fruttato il contratto
discografico con Fuel Records/Self Distribuzione.
Quali sono le vostre influenze e come definireste il vostro genere?
Ci abbiamo girato attorno per anni, alla nostra definizione di genere, e
ci siamo trovati d’accordo su “thrash-dark sound”, sottolineando il nervosismo
del nostro stile e il nostro indubbio gusto per le atmosfere cupe del dark
sound. Tra le bands posso citare senz’altro: Black Sabbath, Celtic Frost,
Queensryche, Pestilence, Opeth, Death, Megadeth, Candlemass, Mercyful Fate/King
Diamond, Obituary, Pink Floyd, Morte Macabre, Il Segno Del Comando, Porcupine
Treee, Anekdoten…
Come nasce un vostro pezzo?
In genere qualcuno ha un’idea o addirittura una canzone completa e la affida
agli arrangiamenti degli altri componenti. Ma sono le canzoni a imporre il
metodo lavorativo. In alcune abbiamo bisogno di confrontarci di continuo fino a
essere maniacali, mentre altre vogliono essere dirette, con meno spazio
possibile tra l’idea e il modo in cui suoneranno live.
Di cosa trattano i vostri testi? Sono in qualche modo collegati fra loro?
I testi sono tutti (eccetto Acid Tears, ad opera di Manuel, di
respiro “ambientalista”) molto personali. Quelli scritti da Manuel (The
Fallen, Unfaithful, Mother of all Nightmares) affrontano la perdita di
fiducia nell’umanità e il senso di solitudine che ne consegue, gettando uno
sguardo sulle cose del mondo da un punto di vista interiore. I miei (Depths e
In Tenebra) sono diversi tra loro: il primo parla delle emozioni suscitate
da un lutto personale, mentre il secondo è un racconto “nero” nel quale,
attraverso le immagini viene dipinta una sorta di “paesaggio dell’anima”. Il
filo conduttore delle nostre parole è affine all’oscurità che, fin dal titolo
dell’album, invade tutta la musica. E’ un viaggio, che parte da The Fallen
e arriva a In Tenebra, chiudendo il cerchio del discorso
musicale/lirico.
Quanto conta per voi il fronte “live” e quanto influisce nella vostra vita
quotidiana
Beh, è l’aspetto che da il senso finale allo scrivere canzoni e al formare una
band. Conta enormemente, poiché una band che impressiona su cd e che risulta
fiacca dal vivo è la peggior delusione per chi assiste ai concerti.
Diteci la vostra opinione riguardo internet come mezzo di diffusione di
cultura e conoscenza, e soprattutto di musica, visto il nostro contesto.
Da un lato penso sia un
mezzo fantastico, visto che facilita l’accesso alle informazioni, è molto
underground, di base. Il lato negativo è l’irrisoria facilità di download, che
unita ai prezzi allucinanti dei dischi rende davvero difficile la vita ai gruppi
esordienti; inoltre, la mentalità di chi scarica molto rischia di produrre una
cultura musicale un po’ troppo approssimativa, visto che un album, secondo me,
va gustato in ogni sua nota, nei testi, nell’artwork, nel booklet, nelle
line-up. Se scarico 100 dischi in un mese sarà ben difficile che io li possa
“digerire”, scoprire in profondità; a meno che uno non sia un mero
“consumatore”.
Cosa ne pensate dell’informazione indipendente come le riviste autoprodotte o le
webzine come Metal-Empire?
Sono l’espressione più sana, pur scontrandosi in alcune occasioni con
inevitabili inesattezze e dilettantismi, di un genere che si alimenta con la
passione di ascoltatori e addetti al lavoro. Certo, il limite di una grande
libertà di informare è che a volte un fan si improvvisi recensore, con risultati
scadenti; ma il gioco vale decisamente la candela. Penso comunque che riviste e
webzine siano le più vicine alle piccole band come la nostra, a chi fruisce
della musica e, in definitiva, una delle nostre più grandi risorse.
Ultima domanda fuori argomento; un opinione generale sull’underground italiano.
Uhm, su tutto il territorio non saprei dirti; dalle nostre parti non è un
granchè.
Tornando alla band, illustrateci i vostri progetti futuri, a breve e lungo
termine.
A breve dovremmo
iniziare un mini tour a supporto di “In Tenebra”, la cui prima data ci vedrà il
30 novembre al Transilvania di Milano, dove apriremo per i Vision Divine.
In cantiere ci sono già canzoni finite, da finire e da prendere in
mano per il nostro secondo disco ufficiale.
Vi ringrazio per la disponibilità e in bocca al lupo per il futuro. Chiudete a
vostro piacere!
Un saluto a Metal Empire e, più ampiamente, a tutti gli amanti del genere
che si dannano l’anima per mantenere vivo il fuoco! A presto.