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INTERVISTA AGLI ALEPH
Postato il Monday, 06 November @ W. Europe Standard Time di Aqvila

Interviste Dopo tanta gavetta e qualche soddisfazione, gli Aleph arrivano ad incidere il loro primo full lenght, dal titolo "In Tenebra". Risponde alle nostre domande Dave Battaglia, voce e chitarra della band.

Salve e grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande!
Grazie a voi. Io sono Dave Battaglia, voce e chitarra.

Iniziamo con una veloce biografia della band.

Io e Manuel Togni, il batterista attuale, ci siamo messi a suonare nell’estate del ’98, ma il gruppo ha iniziato a esistere e comporre  all’inizio del ’99. Dopo un anno abbiamo pubblicato il nostro esordio, “Falx Lunae” (gennaio 2000), e di lì a qualche mese ci ha raggiunti quello che sarebbe diventato il nostro tastierista attuale, Giulio Gasperini: con lui abbiamo pubblicato il secondo lavoro, “Promo 2002”, nel marzo 2002. Nel frattempo, i nostri pezzi sono comparsi su varie compilation e raccolte dedicate a gruppi underground (a chiunque interessasse, può trovarne l’elenco completo sul nostro sito ufficiale, www.alephmetal.org). Lorenzo, il chitarrista che mi affianca ora, è entrato in formazione alla fine del 2003, e tra primavera e novembre 2005 ha partecipato alle registrazioni e alla pubblicazione di “In Tenebra”, il terzo album che ci ha fruttato il contratto discografico con Fuel Records/Self Distribuzione.

Quali sono le vostre influenze e come definireste il vostro genere?
Ci abbiamo girato attorno per anni, alla nostra definizione di genere, e ci siamo trovati d’accordo su “thrash-dark sound”, sottolineando il nervosismo del nostro stile e il nostro indubbio gusto per le atmosfere cupe del dark sound. Tra le bands posso citare senz’altro: Black Sabbath, Celtic Frost, Queensryche, Pestilence, Opeth, Death, Megadeth, Candlemass, Mercyful Fate/King Diamond, Obituary, Pink Floyd, Morte Macabre, Il Segno Del Comando, Porcupine Treee, Anekdoten…

Come nasce un vostro pezzo?
In genere qualcuno ha un’idea o addirittura una canzone completa e la affida agli arrangiamenti degli altri componenti.  Ma sono le canzoni a imporre il metodo lavorativo. In alcune abbiamo bisogno di confrontarci di continuo fino a essere maniacali, mentre altre vogliono essere dirette, con meno spazio possibile tra l’idea e il modo in cui suoneranno live.

Di cosa trattano i vostri testi? Sono in qualche modo collegati fra loro?
I testi sono tutti (eccetto Acid Tears, ad opera di Manuel, di respiro “ambientalista”) molto personali. Quelli scritti da Manuel (The Fallen, Unfaithful, Mother of all Nightmares) affrontano la perdita di fiducia nell’umanità e il senso di solitudine che ne consegue, gettando uno sguardo sulle cose del mondo da un punto di vista interiore. I miei (Depths e In Tenebra) sono diversi tra loro: il primo parla delle emozioni suscitate da un lutto personale, mentre il secondo è un racconto “nero” nel quale, attraverso le immagini viene dipinta una sorta di “paesaggio dell’anima”. Il filo conduttore delle nostre parole è affine all’oscurità che, fin dal titolo dell’album, invade tutta la musica. E’ un viaggio, che parte da The Fallen e arriva a In Tenebra, chiudendo il cerchio del discorso musicale/lirico.

Quanto conta per voi il fronte “live” e quanto influisce nella vostra vita quotidiana

Beh, è l’aspetto che da il senso finale allo scrivere canzoni e al formare una band. Conta enormemente, poiché una band che impressiona su cd e che risulta fiacca dal vivo è la peggior delusione per chi assiste ai concerti.


Diteci la vostra opinione riguardo internet come mezzo di diffusione di cultura e conoscenza, e soprattutto di musica, visto il nostro contesto.
Da un lato penso sia un mezzo fantastico, visto che facilita l’accesso alle informazioni, è molto underground, di base. Il lato negativo è l’irrisoria facilità di download, che unita ai prezzi allucinanti dei dischi rende davvero difficile la vita ai gruppi esordienti; inoltre, la mentalità di chi scarica molto rischia di produrre una cultura musicale un po’ troppo approssimativa, visto che un album, secondo me, va gustato in ogni sua nota, nei testi, nell’artwork, nel booklet, nelle line-up. Se scarico 100 dischi in un mese sarà ben difficile che io li possa “digerire”, scoprire in profondità; a meno che uno non sia un mero “consumatore”.


Cosa ne pensate dell’informazione indipendente come le riviste autoprodotte o le webzine come Metal-Empire?

Sono l’espressione più sana, pur scontrandosi in alcune occasioni con inevitabili inesattezze e dilettantismi, di un genere che si alimenta con la passione di ascoltatori e addetti al lavoro. Certo, il limite di una grande libertà di informare è che a volte un fan si improvvisi recensore, con risultati scadenti; ma il gioco vale decisamente la candela. Penso comunque che riviste e webzine siano le più vicine alle piccole band come la nostra, a chi fruisce della musica e, in definitiva, una delle nostre più grandi risorse.


Ultima domanda fuori argomento; un opinione generale sull’underground italiano.

Uhm, su tutto il territorio non saprei dirti; dalle nostre parti non è un granchè.


Tornando alla band, illustrateci i vostri progetti futuri, a breve e lungo termine.

A breve dovremmo iniziare un mini tour a supporto di “In Tenebra”, la cui prima data ci vedrà il 30 novembre al Transilvania di Milano, dove apriremo per i Vision Divine. In cantiere ci sono già canzoni finite, da finire e da prendere in mano per il nostro secondo disco ufficiale.


Vi ringrazio per la disponibilità e in bocca al lupo per il futuro. Chiudete a vostro piacere!
Un saluto a Metal Empire e, più ampiamente, a tutti gli amanti del genere che si dannano l’anima per mantenere vivo il fuoco! A presto.


 
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