Superseratona all'insegna del marcio più marcio quella del 25 febbraio 2007
organizzata dalla get Smart Agency assieme alla Kick: nella ritrovata cornice
del Circolo degli Artisti si esibiscono sul palco Cripple Bastards, Undertakers
e per la prima volta a Roma, i Brujeria, con una formazione parecchio rinnovata,
con Jeff Walker (Carcasssssssssssss!!!) al basso, Adrian Erlandsson (ex At The
Gates) alla batteria che accompagnano El Brujo e El Fantasma in questa calata
capitolina.
Dopo il rituale giro di Jeger e banchetti cominciano i grandi Cripple
Bastards, con l'ingrato compito di opener act: la band sciorina una
prestazione coi fiocchi, non intensissima ma breve e precisa, sciorinando pezzi
come Italia di Merda, Misantropo a Senso Unico e I Hate Her.
Ottima la tenuta palco della band, con Giulio valido frontman e un batterista
devastante e chirurgico. Set piuttosto breve che lascia quella sostanziale
insoddisfazione che segue all'assaggio di qualcosa di veramente buono ma misero
come quantità (e non per colpa loro).
Breve cambio di palco e si staglia sullo stage la panzuta mole di Enrico
Giannone, frontman degli Undertakers, band che ormai sono secoli non
compone un piffero ma suona ogni tanto dal vivo e anche piuttosto bene. Solita
valutazione per la band parteno/capitolina: pezzi d'impatto e coinvolgenti,
Enrico grande frontman e macchietta incredibile ed esecuzione al fulmicotone,
con un Antonio Donadeo in bella evidenza dietro le pelli. La scaletta è
consistita in tutti i classiconi della band: My Pride, Night Of The
Bastards, No Satan-No God, I Am The Motherfucker etc etc.. non
mi pare di aver sentito BCN mentre per la cover dei SOD (Milk)
aspetto conferme visto che la redbull stava fermentando con il kebab, il rum e
lo jegermeister (maledetti cervi...). Sempre ottimi dal vivo, sperando che prima
o poi si ridegnino di rientrare in studio a comporre qualcosa di rozzo e tamarro
come sanno fare.
Ormai l'effetto dell'alcool è quasi passato e i danni dovuti al pogo cominciano
a farsi sentire, quindi per l'esibizione dei narcos mi defilo e mi metto in zona
banchetti, gustandomi El Brujo e picciotti dal lato dello stage. In un turbinio
di sudore, luci e puzza di non-si-sa-cosa ecco che compaio sul palco, alla
spicciolata, El Fantasma, El Brujo, El Cynico (Walker) e infine l'altro
chitarrista: signore e signori i Brujeria! Questi signori sono il non
plus ultra della cafonaggine d'area grind e donano al pubblico romano una prova
veramente sugli scudi: grandissimo impatto scenico dei due cantanti ed emozione
nel vedere suonare ancora Walker versione bandito con una discreta panza
alcoolica. Superando lo schifo del Brujo sbavante e del fantasma che in pratica
grondava sudore dalle ascelle a mò di fontanella rotta abbiamo assaporato i
grandi classiconi della band eseguiti perfettamente - e ce crer, con quella
superformazione... - ovvero Pito Wilson, Colas De Rata, Matando
Gueros, La Migra e compagnia pogante. Atmosfera stupenda, mosh
devastante e parecchi ragazzuoli usciti rotti e sanguinanti dalla mischia
formano un degno tributo a questa band essenziale del metal estremo che si
conferma oltre che una specie di all-star-combo anche una discreta ed ignorante
macchina da live.
E questa è solo la prima parte della "Due Giorni Di Cristo"...
Con ritardo, parecchio, dovuto a non so cosa e a non so quale motivo (forse
alieni, forse Aliena, forse le troppe salsicce ingurgitate) si arriva all'evento
del metal romano per questo primo scorcio di 2007, ovvero la seconda parte della
cosiddetta "Due Giorni Di Cristo" che vede in scena Cold Void, Urkfaust,
Disavowed e gli immensi Cannibal Corpse!!
Causa ipermangiata paesana ci zompiamo (senza manco tanti patemi d'animo) le
prime due band ed arriviamo quando attaccano a suonare di Disavowed;
premetto che di costoro non sapevo una cippa se non la loro provenienza dai
Paesi Bassi e mi sono immensamente stupito quando li ho visti on stage: un pugno
di assassini della musica con un impatto devastante, una precisione chirurgica e
una manciata di pezzi davvero micidiale, 45 minuti circa di puro godimento in
salta death metal! Questi ragazzotti mitteleuropei sono stati capaci di
fomentare un pubblico che al 99% stava li per i Cannibal Corpse con una prova
davvero sopra le righe, merito anche di ottimi suoni e di un'esecuzione ed un
carisma davvero fuori dalla norma: grande il singer pelato che cantava facendo
body-surfing e pogando come un forsennato, senza perdere un colpo e senza un
attimo di calo. Il batterista era assurdo, un metronomo umano che non ha
sbagliato un colpo! Una prova soddisfacente e sorprendente, almeno per chi come
me, non li conosceva.
Cambio di palco, breve stacco musicale, e si comincia a vedere sul palco la band
che tanta gente aspettava da tanto tempo, fra i maestri del death metal
floridiano e indubbiamente fra i padri putativi del brutal death, salgono sul
palco i Cannibal Corpse fra i quali spicca immediatamente la massiccia e
tozza figura di Corpsegrinder, l'uomo che al posto del collo ha una colonna
fecale (cit.) e che nonostante gli anni riesce a restare sempre su ottimi
livelli esecutivi, dimostrandosi uno dei migliori growler sulla terra.
La prova del combo, se si esclude quella del batterista, è davvero ottima:
vedere Alex Webster dal vivo è qualcosa di micidiale, e vederlo che assieme agli
altri loschi figuri da vita a pezzi come I Cum Blood, Fucked With
A Knife, Born In A Casket, Vomit The Soul, Stripped, Raped
And Strangled e l'acclamatissima e famosissima Hammer Smashed Face
fa un certo effetto anche su chi, come il sottoscritto, non è propriamente "addicted
to cannibal corpse"
Qui vale il discorso che ho fatto in separata seda coi Brujeria: a parte
l'esecuzione ottimale (se si esclude il drummer) nei circa 15 pezzi di durata
del set si è creata un'atmosfera davvero empatica tra il gruppo e il pubblico,
letteralmente ipnotizzato in quello scontro rituale e mistico che è il pogo, da
cui ovviamente esce sempre qualcuno con qualcosa di rotto ('zzi suoi :P) ma che
alla fine accomuna in un unicum di sudore, fumo e sangue un'intera generazione
di teste di metallo, dai 35 ai 15 anni, senza distinzioni.
Un'evento enorme per la capitale, che ha risposto riempiendo il Circolo degli
Artisti per la gioia delle band e degli organizzatori, che mi auguro siano
motivati a portare più frequentemente grupponi di questo calibro.