Bella release questa della SG, webzine ora attiva anche a livello promozionale, che con Metal Made Underground ci propone ben cinque giovani realtà dell'underground italico, realtà sempre più satura di band valide alle prese con pochissimi sbocchi verso la notorietà.
Pur restando nei confini del Metal "classico", la SG propone un lavoro abbastanza valido sia come qualità che varietà. Ma andiamo nel dettaglio.
Aprono le danze i napoletani Jackal, già autori di due ottime demo in pieno stile NWOBHM, che con i tre pezzi presenti in questa compilation confermano quanto di buono era stato già proposto in passato. Lo stile è maturato e si è passati verso lidi più "americani" in cui le influenze di band come Savatage, Metal Church e Malice sono più che evidenti. Senza contare poi una produzione veramente ottima ed il groove dato dal nuovo batterista Guido Daniele. Il brano migliore? Direi The long march of the living dead senza alcuna ombra di dubbio.
A seguire i Mercuria, altro gruppo interessantissimo, che trova la propria dimensione in un Heavy Metal di stampo maideniano molto vicino a quell' album grandioso noto come Somewhere in Time. Aggiungeteci poi dei lodevoli lavori di tastiere ed una certa propensione alle sonorità Progressive ed il gioco è fatto. Forse il missaggio non è al massimo, ma come non emozionarsi ascoltando brani come la cavalcata A question of our time e la power ballad I promise?! I miei più vivi complimenti ai Mercuria, davvero non me l'aspettavo.
Terzo act di questa compilation sono i goriziani Midnightstorm. Il genere proposto in questo caso è un Progressive Metal pesantemente influenzato da sonorità Heavy moderne (come nel caso del secondo brano, Warcry) ma che ben si amalgama con le atmosfere dei pezzi, molto epiche e pompose (come nella conclusiva Odyssey). Anche se un pò vecchiotte come composizioni (i brani risalgono all' unico lavoro omonimo del 2006), questi brani possono tranquillamente allietare l'ascolto di chi ama le atmosfere Epic rilette in chiave moderna e ciò fa onore ai Midnightstorm.
Proposta ben diversa è quella dei romagnoli Nightglow, band dedida ad un Power/Thrash (con tanto di violino) dalle tinte barocche e che trova nell' estro dei propri musicisti la propria linfa vitale. Nulla di nuovo sotto al sole dunque, però c'è da dire che la strutturazione dei riff è veramente particolare ed originale (effetti ed effettacci in genere non usati nel genere - la cosa si fa interessante). Anche in questo caso ci troviamo dinanzi a pezzi non originali anche se un pò più recenti (2007). Questo è un bene poichè rispecchiano lo spirito attuale della band e se i presupposti sono questi, allora siamo dinanzi ad una band che può spezzare la monotonia quasi forzata del Power odierno.
Conclude questa ottima compilation la performance dei veterani Perpetual Fire, defenders dediti ad un Power Metal di scuola americana. Come detto anche per le altre band, non troverete nulla di nuovo anche nei pezzi dei Perpetual Fire, anche se, a differenza della maggioranza dei propi colleghi di settore, il sound dei Perpetual Fire risulta sì orecchiabile ma per nulla sputtanato. Anzi, spesso si ha anche l'impressione di sentire echi Rock vicini alla scena Glam americana di metà anni '80 (Bon Jovi su tutti - non prendetela come un offesa, mi raccomando!). Un ascolto piacevole e rilassante per tutti i tre pezzi originali dei Perpetual Fire.
In conclusione, abbiamo dinanzi una ottima compilation in cui dei gruppi validi hanno finalmente la possibilità di dire la loro in quel chaos classista che è la scena Metal italiana. Ed i complimenti vanno anche alla SG che ha avuto il coraggio ed il merito di prendere e pubblicare gruppi dall'avvenire sicuramente roseo.