Stavolta mi trovo di fronte a questo Drawing The Lines, dei nostrani Nibelheim, autori di un buon Heavy-Thrash a tratti 'sporco' di Death. Il disco conta 4 tracce (di cui un intro), tutte di egregia fattura.
Il lamento notturno di una donna in preda agli incubi ci fa da ponte per entrare nella prima traccia vera e propria del mini-cd. Apre la slayeriana Dancer To God, track lunga e pretenziosa che si può dividere in due parti nettamente diverse: l'assalto iniziale mooolto influenzato dal gruppo di King e Araya, lascia il posto a metà canzone a una serie di mid tempos grooveggianti introdotti da un assolo che mi ha ricordato molto (come idee, ma meno precisa è l'esecuzione) lo stile di Hammeth dei Metallica.
Non male anche la seconda traccia, Your World My Prison, altro brano d'assalto un pò più diretto e cattivo del precedente che mi lascia impresso il ritornello, gridato a squarciagola dalla valida singer del gruppo Stefania Salladini,dotata di una voce carica di pathos e graffiante anche se statica nelle dinamiche. Terza traccia del disco (a mio parere la più riuscita) è la conclusiva
You, Liar, traccia molto melodica dalle tinte metalcoreggianti, che chiude un lavoro sicuramente più che discreto, dotato di una produzione non eccelsa ma sicuramente più che decente.
Considerazioni finali... Beh, la tecnica di base è buona, il prodotto pur non essendo assolutamente nulla di nuovo, tira nella maggior parte dei frangenti; il flavour commerciale c'è.. Insomma, non resta altro che mettersi sotto e lavorare sodo per questo gruppo che sicuramente ha buone speranze in proiezione e che farà parlare di sè nel fitto
Underground italico, che , come potete sentire ascoltando i Nibelheim , conserva ancora tante realtà valide che aspettano solo di essere scoperte.