E' un periodo che mi capitano cd difficili da recensire. Poche settimane fa è stato il caso degli Industrial Deathsters Necro Nihilist Nausea; adesso è la volta di SoulDaemon, one man band dell'omonimo artista, ex bassista dei Kautery.
La pecularità dei lavori solisti del musicista veneto è la totale assenza di chitarre. Il Death/Black dalle fortissime tinte doomeggianti che possiamo ascoltare, nella fattispecie, nell'EP Dead World è portato innanzi solamente dal cavermoso growl di SD, una drum machine ed il basso distorto.
E vi dirò che, nonostante la citata assenza di chitarre, il lavoro è davvero ben fatto. Anzi, per certi versi è anche affascinante, come certe soluzioni meloiche presenti nell'opener e title-track. Magari in certi frangenti la drum machine può sembrare un punto a sfavore, come in Barren Land, ma sono per così dire peccati veniali.
Molto interessanti risultano essere Bleak Cabal, la successiva strumentale Demons of my Soul (che ricorda certe soluzioni depressive dei primi Forgotten Tomb) e Survive in the Abyss.
Insomma, ai più potrà sembrare strano un lavoro che non presenta il minimo accenno di chitarra. E ad un primo ascolto posso dirvi che è decisamente così. Ma mano che lo si ascolta nel tempo, però, Dead World mostra tutte le sue mille sfaccettature ed il suo fascino oscuro. Sono convinto che chi ha una certa infarinatura di Doom riuscirà ad apprezzare appieno questo lavoro di SoulDaemon.