Provate ad immaginare l'estro dei Goblin, la potenza del Metal, una forte dose di sinfonicità ed avrete un'alchimia chiamata Discordia. Provenienti da quel di Pistoia, i Discordia sono una notevole realtà capace di mischiare con maestria e naturalezza i suddetti generi in un mix accattivante che si avvale di un prezioso lavoro lirico in lingua madre. Flashback, titolo di questa opera prima del gruppo, è un disco complesso che necessita vari ascolti per essere apprezzato nel profondo date le varie sfaccettature presenti in esso.
Si parte con la omonima title-track, breve strumentale in bilico fra Prog Rock settantino e moderno, seguita di getto dalla ben più incalzante Tentazione, di netta matrice Prog Metal. Di diverso tono è la terza traccia del disco, L'Ultimo Respiro (miglior brano del disco fra l'altro), in cui l'ombra del Rock italiano anni '80 è prepotente e costante. Più atmosferica è Nubi di Passaggio con le sue atmosfere quasi romantiche, mentre Il Peso del Tempo riprende il discorso delle prime tracce con il suo riffing tipicamente Prog Metal. Si resta su tempi cadenzati in Schemi Chiusi, brano che riprende il discorso della precedente L'Ultimo Respiro, fra malinconia e sezioni ritmiche decisamente articolate. Stabilità Neutrale, Scintilla e Urlo nella Notte mantengono più o meno le stesse caratteristiche stilistiche, in bilico fra Prog Metal ed Heavy Metal moderno, anticipando il dolce giro di chitarra che apre la conclusiva Il Bianco del Silenzio, brano che racchiude in se tutto il discorso musicale intrapreso dalla band nelle precedenti nove canzoni.
Possiamo dire di trovarci dinanzi ad una band capace di personalizzare un genere oramai morto e sterile come il Prog Metal con innesti ovvi ma a cui pochi hanno pensato in passato. Ottima la produzione e gli arrangiamenti.