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ROSAE CRUCIS - Il Re del Mondo [2008 LP]

Ah, i Rosae Crucis.. ricordo che molto tempo fa ebbi l’occasione di sentire solo alcune cover suonate dai nostri. Da allora è passata tanta acqua sotto i ponti, e i nostri non se ne sono certo rimasti con le mani in mano. Partiamo subito, dunque, con alcune notizie biografiche: la band nasce nel 1990 a Tivoli per volere di Andrea Magini e Igor Baccei. La formazione si completa con Giuseppe “Ciape” Cialone alla voce, Manuel Timperi al basso, e Giordano Bimbi alla batteria. Il quintetto sperimenta una serie di sonorità che vanno dal thrash al death, dal doom all’heavy metal, quando finalmente trovano il sound che più li compiace, scrivendo testi ispirati dalla storia, la letteratura esoterica, film horror, ecc…, e utilizzando un cantato prevalentemente in italiano (se si esclude il primo full length, Worms of the Earth).
Attualmente, della formazione originale restano il cantante storico Cialone e il chitarrista Andrea "Kiraya" Magini, accompagnati da Tiziano "Shreadmaster" Marcozzi (chitarrista), Daniele "KK" Cerqua (bassista), e Piero "Bohemian Moloch" Arioni (batterista). Le influenze dichiarate dal gruppo sono molteplici, spaziando dal power (Grave Digger, Running Wild, Helloween…) all’epic (Manilla Road, Virgin Steele, Manowar, Cirith Ungol..) fino al thrash metal (Slayer).
Col tempo la band ha avuto modo di suonare con gruppi di un certo spessore del panorama metal nostrano e non (Manilla Road, Virgin Steele, Novembre, Doomsword..), e ovviamente ha rilasciato alcune demo e tre full length, tra cui questo Il Re del Mondo, distribuito nel 2008 sotto la Jolly Roger Records. Andiamo ad analizzare nel dettaglio questo disco composto da “soli” otto pezzi.
Parte l’intro, Sacrem Reformationem, in cui abbiamo conferma della stima che i nostri nutrono nei confronti dei Manowar. Nella prima sezione chitarra e batteria la fanno da padroni, la seconda parte presenta un monologo interamente in latino interpretato dal cantante. Rosa Croce, dopo una notevole introduzione strumentale con batteria e chitarre “trasheggianti” inizia un cantato che si muove agilmente su un alto registro vocale, grazie alla potente voce del singer Giuseppe. Presenti anche lievi accenni di growl. Esplode come un fuoco la successiva La Chiesa, efficace canzone orientata su uno speed molto frenetico, mentre inizia con una sezione corale la solenne Contro il mio Destino, pezzo più orecchiabile e dal cantato onirico che ben si sposa con la strumentazione. Ho trovato particolarmente interessante Il Signore delle Tempeste, per il semplice fatto che mi hanno lasciato un po’ spiazzato le inserzioni composte da registrazioni storiche e discorsi/monologhi che, a parer mio, ben si sposano con l’esplosiva sezione strumentale. La vera parte del leone la fa proprio la chitarra. Un po’ deludente la parte conclusiva, che a mio avviso fa perdere una parte del mordente venutosi a creare nel corso della canzone. Immediate tinte epicheggianti contraddistinguono La Sacra Corona, pezzo complesso ed evocativo composto da batteria esplosiva, riff potenti, linee vocali ben riuscite, e un ritornello un po’ troppo prevedibile.. Il Re del Mondo è una godibile cavalcata con linea vocale veloce e accattivante, parti corali riempitive, efficaci cambi di tempo. Il disco termina con una cover del sempreverde Angelo Branduardi, Ballo in Fa Diesis Minore, riadattata in versione heavy metal.
Ho trovato interessante la proposta dei Rosae Crucis, l’uso dell’italiano nei loro testi a mio avviso s’è rivelata una scelta quasi sempre vincente e certamente coraggiosa. Strumentisti e cantante sono preparati e le canzoni adrenaliniche non mancano affatto. Per chi fosse un amante dell’inglese e nella fattispecie dell’uso di questa come lingua cantabile, consiglierei di non storcere subito il naso, e di dare ugualmente una possibilità a Il Re del Mondo, magari ascoltando qualcosina dal myspace ufficiale dei nostri crociati tivolesi.

Aggiunto: July 19th 2010
Recensore: FrancescoMìmisbrunnr
Voto:
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Hits: 45
Lingua:

  

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