Giù il cappello signori: ecco a voi "Towards The Abyss Of Disease", secondo
album degli altoatesini Lorn, una delle migliori uscite in ambito black a
livello italiano ed europeo del 2006.
Esagerato? Non direi proprio... Ve lo ricordate il primo "Path ToThe Black
Infinity"? Ecco, partite da li, black metal freddo come il ghiaccio, ed
aggiungeteci una produzione adeguatamente nera, una forma-brano più definita ed
efficace e complessivamente un maggior mestiere nel proporre atmosfere
assolutamente uniche, fredde, oscure e stranianti, merito a mio avviso della
scelta di non incedere troppo sugli up-tempos preferendo ritmiche più cadenzate,
quasi epiche, soprattutto nel primo brano, la titletrack Towards The Abyss Of
Disease. Ovviamente, come ogni gruppo black che si rispetti, non mancano
brani caratterizzati da partiture più veloci, come il secondo brano, la
spettacolare Watching The Landscapes Of Silent Nothing, bilanciato alla
perfezione tra una parte centrale che ricorda assai i Darkthrone di Panzerfaust
(giù il cappello, i capelli e le orecchie pure) e una finale molto più distesa e
lenta.
Su circa 40 minuti di musica, in due circostanze si raggiungono picchi da
capolavoro: Trolls, Hordes, Axes, personalissimo e zeppo di trovate
spettacolari, brano di categoria superiore, che il 95% delle odierne band
dell'Europa che conta in ambito black vorrebbe comporre da almeno 10 anni e non
riesce a farlo, 8 minuti di pura evocazione sospesa tra arpeggi malinconicissimi,
un riffing possente, anche se in certi tratti diventa più indistinto e
atmosferico, sorretto da un tappeto ritmico di prim'ordine, come gusto e
capacità esecutive. L'altro grande brano è il successivo Through Artery Of
Ice che stilisticamente si mantiene sul canovaccio del brano precedente, pur
presentando meno tempi veloci; è una capolavoro comunque, non si scappa.
A completare la bontà di questo cd ci pensano una traccia di chiusura come
Retia, che pur essendo piuttosto decontestualizzata stilisticamente
parlando, ha comunque un suo perchè musicalmente, risultando un brano godibile e
poderoso, anche se molto vicino alle produzioni dei Setherial; mentre poi
"esteticamente" abbiamo un artwork stupendo, minimale al punto giusto ed
inerente al massimo con le atmosfere che questo "Towards The Abyss Of Disease"
riesce ad evocare.
Un secondo cd che getta forti basi su cui poggerà il prossimo lavoro di questa
band, che si candida ad entrare nei reparti d'elite della nostra Legione Nera.
Una sicura promessa per il futuro della fiamma nera d'Italia.